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Montorgiali, località del comune di Scansano (GR), si trova a nord-ovest dal capoluogo ed è raggiungibile da una breve deviazione lungo la strada che conduce a Grosseto.
Il borgo sorse come castello dopo l'anno mille e fu controllato da una dinastia di signori locali che, nel corso del Duecento, si legarono alla famiglia Aldobrandeschi; nella seconda metà del Trecento passò sotto il controllo dei Senesi che riuscirono a conquistare anche altri castelli della zona.
A metà Cinquecento, Montorgiali entrò a far parte del territorio del Granducato di Toscana, seguendone le sorti da quel momento in poi.
Castello di Montorgiali, costruito in epoca medievale su un poggio che domina il paese, presenta ancora oggi il suo aspetto possente. Pur trasformato in abitazione, conserva le originarie strutture murarie; l'accesso era possibile attraverso due porte.
Chiesa di San Biagio, situata sul lato sinistro rispetto al castello, venne edificata in epoca medievale e rimaneggiata in epoca barocca.
Santuario di San Giorgio, situato fuori dal paese lungo la strada che conduce a Polveraia, era in origine una pieve rurale, trasformata prima in romitorio e poi in santuario. Ancora oggi è la meta finale di una suggestiva cavalcata che si svolge nel giorno dei festeggiamenti del santo.









il Castello

Il Castello di Montorgiali sorse nel corso del XII secolo come possedimento di una famiglia locale, i conti di Montorgiali, vassalla del ramo di Santa Fiora della famiglia degli Aldobrandeschi. Il primo riferimento al castello e alla corte di cui si ha traccia è una bolla del papa Clemente III risalente al 1188, diretta al vescovo di Grosseto Gualfredo, "quicquid juris habes in castello et curte et districtu Montis Orzalis".
Il complesso fu di proprietà privata fino alla seconda metà del Trecento, quando entrò a far parte della Repubblica di Siena, seguendo le sorti dei vicini castelli. I conti di Montorgiali nel 1224 decisero di prendere le parti della repubblica di Siena, nel conflitto che opponeva quest'ultima agli Aldobrandeschi del ramo di Santa Fiora; questa decisione li impegnò in diverse guerre, le cui spese li costrinsero a vendere alcuni domini circostanti. Il 31 dicembre 1378, anche il castello fu definitivamente venduto alla repubblica di Siena. Il dominio senese terminò a metà Cinquecento quando, a seguito della definitiva caduta della Repubblica, fu annesso al Granducato di Toscana.
Nei secoli successivi, il castello fu venduto a privati e, più recentemente, diviso in più unità abitative.
Il Castello di Montorgiali si trova in posizione dominante rispetto all'intero abitato, sulla destra rispetto alla Chiesa di San Biagio.
Tra l'edificio attiguo alla chiesa e l'angolo sinistro del castello si trova una cortina muraria in pietra, dove si apre una porta ad arco tondo, al di sopra del quale è collocato uno stemma gentilizio; un'altra porta ad arco ribassato si trova sul lato settentrionale.
Il castello si presenta come una struttura rustica imponente costituita da una serie di corpi di fabbrica addossati tra loro; le pareti esterne completamente rivestite in filaretto di pietra. Le finestre, disposte su 3 livelli, sono ad arco tondo, mentre in alcuni punti delle pareti esterne sono visibili feritoie e mensole che servivano per attaccare eventuali nemici che vi si avvicinassero.
Le parti sommitali presentano coperture a singolo spiovente per ogni corpo di fabbrica, ciascuna delle quali rivestita dai classici mattoni toscani in terracotta.

la Chiesa di San Biagio
























La chiesa di San Biagio affianca lateralmente l'imponente complesso del Castello di Montorgiali.
L'edificio originario risale al Medioevo ma nel Sei-Settecento ha subito radicali rimaneggiamenti.
L'interno ad aula unica presenta l'altare maggiore e i quattro laterali realizzati in gesso e stucco con una certa accuratezza secondo stilemi tardo barocchi. Da notare due dipinti di scuola senese della prima metà del secolo XVII: la "Nascita della Vergine" e la "Madonna col Bambino e San Giuseppe in gloria".
Una delle opere più importanti della chiesa è lo stendardo processionale, attribuito ad Alessandro Casolani, che per esigenze di conservazione è stato trasferito a Pitigliano nel Museo Diocesano. Di elegante fattura sono l'acquasantiera a fusto e il candelabro per il cero pasquale nell'abside, entrambi secenteschi.